L’Italia è attraversata dalla violenza razzista e sessista. E’ tempo di reagire

di Antonio Ciniero e Ilaria Papa per MigrAzioni e Osservatorio Repressione

L’Italia è attraversata dalla violenza razzista e sessista. Ciò che è successo a Macerata non è, purtroppo soltanto un caso isolato, il gesto estremo di una personalità definita borderline, esasperata magari da altri problemi e fatti, come velocemente è stato dichiarato su diversi media, anche stranieri, e da alcuni esponenti politici. C’è una vasta, complessa trama, in alcuni punti più lenta e sottile, quasi invisibile, impalpabile, in altri più immediatamente percepibile, che attraversa l’Europa e, in particolare, l’Italia. Episodi come quello di Macerata, che evocano con forza fantasmi ed incubi da un passato che pensavamo non sarebbe potuto tornare, rappresentano solo alcuni nodi più evidenti di questa rete di fatti e idee. Era un simpatizzante di Forza Nuova anche l’uomo che a gennaio ha ucciso la moglie e sparato sulla folla dal balcone di casa nel Casertano.

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ESSERE ANTIFASCISTI È IMPEDIRE AI NEOFASCISTI DI MANIFESTARE. (IL DISCORSO DI SANDRO PERTINI A GENOVA NEL 1960)

di  per minimaetmoralia

di Sandro Pertini

Gente del popolo, partigiani e lavoratori, genovesi di tutte le classi sociali. Le autorità romane sono particolarmente interessate e impegnate a trovare coloro che esse ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazioni di antifascismo. Ma non fa bisogno che quelle autorità si affannino molto: ve lo dirò io, signori, chi sono i nostri sobillatori: eccoli qui, eccoli accanto alla nostra bandiera: sono i fucilati del Turchino, della Benedicta, dell’Olivetta e di Cravasco, sono i torturati della casa dello Studente che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori. Nella loro memoria, sospinta dallo spirito dei partigiani e dei patrioti, la folla genovese è scesa nuovamente in piazza per ripetere “no” al fascismo, per democraticamente respingere, come ne ha diritto, la provocazione e l’offesa.

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L’insicurezza del lavoro e le passioni tristi. Contributo per una riflessione antifascista

di Andrea Inglese per Nazione Indiana

C’è tra gli esseri umani, almeno quelli fuoriusciti dall’egemonia del pensiero magico o di quello religioso, la credenza che una buona diagnosi sia indispensabile per una cura efficace. Fuor di metafora, se abbiamo capito cosa è successo a Macerata e dintorni, potremmo cercare di situare l’evento specifico in uno scenario che gli fornisca maggiore intelligibilità. Non so poi, in realtà, se un tale tentativo possa favorire in alcun modo migliori interventi terapeutici.

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Costruire antifascismo oltre l’emergenza

Di Gaia Benzi per Nazione Indiana

Siamo messi più o meno così: negli scorsi anni di fascismo si parlava come di una cosa morta e sepolta, l’antifascismo sembrava essere superfluo e fuori moda, e dominava la retorica degli “opposti estremismi”; oggi le imprese fascioxenofobe dei militanti di estrema destra hanno conquistato le prime pagine dei giornali, con un effetto cassa di risonanza che non si capisce quanto sia voluto, e quindi criminale, e quanto sia solo incosciente idiozia. Il dibattito pubblico è schiacciato sugli ultimi eventi, che si pretende abbiano impresso il segno del paradigma. Tutto sembra essere, come al solito, un’emergenza: l’emergenza democratica, l’emergenza fascista, la conseguente emergenza antifascista. E noi scivoliamo, ancora una volta, lungo la china politica e comunicativa che ci impone il carosello elettorale, e che ormai dovremmo conoscere bene.

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Neofascismo, antifascismo, la (non*) manifestazione, e una passeggiata per Macerata

Di Renata Morresi per Nazione Indiana

Se esco dal portone e giro a sinistra, basta qualche metro umido di viale per arrivare alla sede del PD che è stata colpita da due colpi di pistola. A destra, ugualmente, una breve passeggiata mi separa da un supermercato dove vado spesso: lì davanti si è accasciato Mahamadou Toure, l’uomo raggiunto al fegato dal primo proiettile sparato in strada sabato scorso. Dall’altra parte della città invece – “città” fa un po’ sorridere: Jimmy Fontana in una vecchia canzone la chiamava “paese mio che stai sulla collina”; per il vicino conte Giacomo suppongo sarebbe andato benissimo “borgo selvaggio” – diciamo a due, tre chilometri da dove sto uscendo di casa, c’è un locale chiamato “Terminal”, anima notturna di musica e impegno. Per capirci: lì l’associazione partigiani fa il tesseramento annuale, lì si tiene un “Piccolo festival di suonata poesia”, e l’altra sera erano in programma gli “In Zaire”. Anche lì sono arrivati tre colpi di Glock calibro 9. In quel punto nessuno è stato colpito per fortuna – era sabato mattina, in un posto ai confini della campagna, non certo il Bataclan. La logica punitiva però è trasparente: castigare il luogo del mescolamento.

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Assemblea nazionale unitaria di movimento – Logistica e indicazioni

L’assemblea si terrà presso l’Auditorium della Mole Vanvitelliana (https://goo.gl/maps/mfXFEqjGEN92). Per parcheggi, eventuali transfer dalla stazione FS, info sulle strutture per il pernottamento o altre indicazioni in merito alla raggiungibilità potrete contattare i numeri indicati in calce a questo testo. All’interno della struttura sarà allestito un punto ristoro, dove poter pranzare, aperto per tutta la durata dell’assemblea.

Nell’auditorium sarà riservato uno spazio per le testate giornalistiche di movimento che saranno presenti – è possibile confermare la presenza scrivendo a assemblea10marzo@inventati.org.

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